Arrivi a Roma Termini, vedi un tedesco con calzino e sandalo, poco distante prete perfettamente vestito.
Vedi troppa gente, qual’è la cosa in comune?
Forse la sfortuna.
Scendi in metro e ti senti al sicuro, meno gente in un ambiente che non ha senso.
Profumo di pipì.
Scendi a Piazza di Spagna ma c’è ancora la plastica su Trinità dei Monti.
Tutti a fotografare e nessuno guardare.
Fuori ogni porta un uomo elegante a difesa delle case, non ti fanno nemmeno avvicinare...un po di indulgenza solo agli stranieri, forse perché stranieri, quindi ignoranti.
Preti, boutique di Valentino e altri signori a difesa delle case.
A via Condotti tante belle cose forse nei negozi, ma non nelle vetrine, altri signori, altri preti, sono tantissimi i preti a Roma.
Tedeschi con calzini e Americani bianchi.
C’è Haussmann con i Rolex in vetrina e poco lontano Fabriano ha aperto la boutique della carta.
Piazza del popolo è bella ma ci fanno troppi concerti.
Vai alla fontana di Trevi e credi ci sia poca gente, perché pensi a Totò. Invece è peggio della stazione.
La monetina la lanci, sennò è maleducazione.
Gli americani mangiano, i tedeschi bevono e i preti sono vestiti benissimo.
Al Pantheon ci vuoi andare però è come la fontana senza fontana, ma col Pantheon al posto della fontana.
In un negozio caratteristico di souvenir ci vai. Un accendino con I love Roma te lo devi prendere.
Vai al Colosseo, che bello.
Scopri che il Colosseo è come qualsiasi punto di riferimento importante di ogni piccola, media o grande città.
I ragazzini si danno appuntamento lì per uscire.
Tedeschi, americani, danesi, svedesi, canadesi, olandesi, belgi, australiani, austriaci, inglesi, francesi, spagnoli, portoghesi.
Non ti avvicini molto, è più bello da una certa distanza.
Preti non ce ne sono, forse credono che funzioni ancora.
A cura di Luigi Cantile
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ROME. 06/09/16
You arrive at Roma Termini. You see a German man wearing sandals with socks and, not too far, a well-dressed priest.
You see too many people, what do they have in common?
Maybe the bad luck.
You get on the subway and you feel safe, less people in a nonsense space.
A scent of piss.
You get off at Piazza di Spagna, but there’s still plastic all over Trinità dei Monti.
Everyone is taking pictures but no one is watching.
Outside every door there’s an elegant men defending the house, they don’t even let you close… a bit of tolerance to foreigners only, maybe because they’re foreigners and therefore ignorant.
Priests, Valentino’s boutiques and other men defending houses.
In Via Condotti there are so many pretty things, in the shops maybe, not in the windows. More men, more priests, there are so many priests in Rome.
Germans with socks and white Americans.
There’s Haussmann with Rolex in its window and not too far Fabriano has opened a paper shop.
Piazza del Popolo is beautiful but they make too many concerts there.
You go to Trevi Fountain and you think it’ll be less crowded, because you think about Totò.
Instead, it’s worse than the station.
You throw the penny, for the sake of good manners.
The Americans eat, the Germans drink and the priests are so well- dressed
You want to go to the Patheon though it is like the fountain without the fountain, but with the Pantheon instead of the fountain.
You go in a typical souvenir shop. You got to get a “I love Rome” lighter.
You go to the Colosseum, because it’s beautiful.
You realise that the Colosseum it’s like any other important reference point in any other big, medium, small city.
Kids meet there before going out.
Germans, American, Danes, Swedes, Canadians, Dutchmen, Belgians, Australians, Austrians, Englishmen, Frenchmen, Spaniards, Portuguese.
You don’t get too close, it’s better at a safe distance.
There are no priests here, maybe they believe it still works.
Curated by Luigi Cantile.